POTÉ  

 

Con A Tenuous Tale of HerPoté firma l'album di debutto della Outlier, la label creata da Bonobo, disponibile dal 4 giugno.

Un disco duro, dolce e grandioso allo stesso tempo, con alcune connessioni lungo la strada che parlano delle sue numerose ispirazioni musicali. Grazie alle collaborazioni con la label Enchufada di Lisbona, con Benji B fino a Damon Albarn (presente nel singolo Young Lies), Poté ha costruito un suono pieno di idee e allo stesso modo di rimandi importanti.

 
Stimato da un ampio spettro di addetti ai lavori come Annie Mac, MistaJam, Phil Taggart, Nina Las Vegas, TEED, Pierre Kwenders, Jamz Supernova, Laurent Garnier e Toddla T,  è  tra gli artisti del 'Fabric presents' di Bonobo e anche tra gli ospiti di Egoli degli Africa Express. Inoltre ha prodotto remix per Little Dragon, Gorillaz e recentemente si è esibito su Colors Berlin, la piattaforma interdisciplinare che interseca moda e performance creative.

 

La musica di Poté ha sempre bilanciato impulsi contrastanti. Da un lato quella ritmica e celebrativa della sua educazione caraibica e dall'altro il suo interesse per la scrittura esplorativa ed emotiva di canzoni. In questo disco, prende quell'approccio in una direzione più audace: coinvolgente e atmosferica, un incontro per creare un nuovo dialogo.

 
Incanalato attraverso una rappresentazione teatrale pre-apocalittica, Poté alza il sipario su un lato più vulnerabile e aperto della sua musica. Una trama di disastro incombente attraversa molte delle tracce: ha immaginato come persone diverse avrebbero reagito alla notizia di un imminente crollo apocalittico. È questo il suo modo per aumentare l'ambizione musicale e fare un passo fuori dalle luci della ribalta. 'Volevo scrivere qualcosa che potesse vivere sul palco senza che io fossi presente', dice. Così il coinvolgimento di Damon Albarn nel singolo, una collaborazione arrivata grazie a Remi Kabaka Jr, il produttore dei Gorillaz: 'Adoro quando i brani si evolvono come questo', ha detto Albarn del brano.

 

Altrove entra lui stesso al centro della scena, come in Open Up, dove riflette sull'ansia e l'isolamento con un ritmo fluido o in Stare, dove parla della claustrofobia che può derivare dal creare musica da solista. 


Musicalmente, A Tenuous Tale of Her si basa sulle fondamenta che Poté ha gettato con il suo primo album Spiral, My Love (Deviation, 2018), superando le prime produzioni incentrate sui club e arricchendo i lati più gentili della sua musica. Collaborando con Kojey Radical, Chelou e Alxndr London, è diventato più audace nell'usare la propria voce e ha posto maggiore enfasi sulla scrittura di melodie: 'Penso che sia solo grazie alle collaborazioni con altre persone, e persone che scrivono davvero canzoni, e non solo produttori - che ho davvero plasmato il mio orecchio per le melodie e la scrittura', dice.

 
La sua crescita come artista ha anche plasmato il modo in cui ha scritto questo disco. Subito dopo la pubblicazione di quell'album è stato invitato da Bonobo a supportarlo nel suo tour europeo. Suonare dal vivo per la prima volta di fronte a migliaia di folle, dalla Spagna alla Repubblica Ceca, gli ha dato la sicurezza di fare un ulteriore passo avanti rispetto alla musica rivolta esclusivamente al dancefloor. 'Mi ha fatto capire che questo avrebbe potuto effettivamente funzionare', dice.

 
Il trasferimento a  Parigi nel 2019 è stato un cambiamento che ha aperto le sue prospettive, dandogli un nuovo senso di libertà, dal  look alla responsabilità di essere un artista.