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KELEKETLA!

 

Disponibile dal 3 luglioKeleketla! è un album collaborativo sviluppato tra Johannesburg, Londra, Lagos, Los Angeles, la Papua Occidentale e nato da un incontro tra Matt Black e Jon More (Coldcut) con alcuni musicisti sudafricani attivi per la charity 'In Place Of War', tra i quali Sisbusile Xaba e il rapper Yugen Blakrok (Black Panther Original Soundtrack). 

Allargato poi ad artisti originari di altri paesi, dagli architetti dell'afrobeat, come il pioniere Tony Allen e Dele Sosimi, ai paladini dello spoken word The Watts Prophets, dall'attivista della Papua Occidentale Benny Wenda fino agli Antibalas da New York e Shabaka Hutchings da Londra, Keleketla! ha come obiettivo la costruzione di un terreno musicale condiviso, nutrimento per ispirazioni artistiche rivolte al futuro che tracciano connessioni tra generi diversi. Da un lato i ritmi gqom, un mix tra deep house e hip hop locale chiamato kwaito, intrecciati con la batteria 'live' di Tony Allen e i canti degli attivisti, dall'altro meditazioni poetry irrobustite da fiati e tastiere imparentati con il soul.

 

Keleketla è una biblioteca indipendente e centro media per le arti di Johannesburg, avviata più di un decennio fa grazie alle donazioni della comunità locale e gestita dai musicisti Rangoato Hlasane e Malose Malahlela. Dopo aver incontrato Ruth Daniels di In Place of War (a cui andrà una parte delle vendite del disco) i due contattano i Coldcut come partner ideali per un progetto con artisti sudafricani. Con il supporto del British Council, il duo britannico parte per il Sudafrica e la storia inizia a prendere forma. Black e More avevano nutrito a lungo un interesse per il jazz sudafricano ed è stato attraverso il co-fondatore di Mushroom Hour Half Hour Andrew Curnow, la cui etichetta e collettivo fanno parte dell'avanguardia della nuova generazione di jazzisti locali, che scoprono musicisti incredibili per le prime session, nate ai Trackside Studios di Soweto.

 
Tornati a Londra, i due fondatori della Ninja Tune intravedono ulteriori sviluppi all'orizzonte, in alcuni casi ritoccando le session di Soweto, come in 'Crystallize' con il sassofono di Tamar Osborn aggiunto a posteriori, altrove creando da zero nuovi brani come 'Freedom Groove', da una jam session tra Tony Allen e Matt Black, arricchita dai fiati grassi degli Antibalas e dall'orgogliosa chiamata alla libertà dei californiani The Watts Prophets.

 
Musica e politica sono un tema ricorrente nel disco, in particolare nel potente singolo 'Future Toyi Toyi', registrato a Khayelitsha con gli attivisti Soundz of the South. Un canto rivoluzionario  combinato con una traccia gqom del produttore di Durban DJ Mabheko e ispirato dalle esperienze dei due britannici alla biblioteca Keleketla. Durante una festa in loro onore, Black e More vedono Hlasane mixare una registrazione di un canto studentesco con un beat elettronico, mandando la folla in delirio. Fu un momento in cui ricordarono quanto la politica e la musica fossero strettamente intrecciate. 'È stata quasi un'esperienza religiosa - ricorda Black - vedere quanto la musica può galvanizzare il pubblico in questo modo'.

 

Così come 'Papua Merdeka', un'invocazione guidata da Benny Wenda, un appello della Papua Occidentale di liberarsi dal predominio dell'Indonesia, da cui Wenda è fuggito nel 2004 dopo essere stato perseguitato dai militari indonesiani. Adesso vive a Oxford e ha registrato le voci del brano nello studio casalingo dal quale continua a fare l'attivista politico. In 'Papaua Merdeka' ritroviamo Tony Allen a tracciare il groove insieme a Miles James, un chitarrista già al fianco di Michael Kiwanuka e Yussef Dayes, e - da figlio di un vecchio amico di famiglia - è apparso in un video dei Coldcut quando aveva solo un anno.

 
“Keleketla!” è un sincero atto d'amore nella ricerca di connessioni musicali. A partire dalla piccola comunità attorno alla biblioteca Keleketla, questo progetto è nato da quei legami che nascono e si sviluppano attorno alla musica. 'Ci sono appassionati di musica ovunque e questo è ciò con cui prosperiamo', dice More ricordando dischi e amici dei suoi giorni in Sudafrica.

 

'Keleketla!' significa abbracciare quella tradizione di call-and-response e vedere dove ti porta.

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